Un commento su “La retroarte di “cheattare”

  1. a parte che la tipa americana ha il mio stesso cognome e la cosa mi fa un po’ sorridere.
    se ci ricordiamo il film “il piccolo grande mago dei videogames” suddetti cheat erano usati proprio per finire il gioco in una sorta di gara a tempo: il bimbo che nella scalata finale trova i fischietti che aprono a Mario i vari warp per zompare da livello all’altro (i fischietti sono 3 e a distanza di 20 anni ancora mi ricordo dove si trovino); abbiamo parlato di questi giochi ma ve ne sono altri; ad es. in Adventure Island II esiste un trucco a inizio gioco, che ti davano anche sul libretto di istruzioni, per come scegliere il mondo da cui iniziare (pecca che iniziavi senza nulla, senza ascia, senza draghi); altrimenti i giochi dei Pokemon pure sono pieni di trucchi , basti pensare al famoso Mew che si poteva ottenere con game shark o pokemon di liv. 99, 99 pokeball, 99.999$ e molte altre cose.
    Io usai il game shark solo per ottenere Mew cosi da averli in Pokemon Rosso tutti e 151.

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